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Giunge l'ora

Giunge l'ora dell'angoscia,
dell'edera e degli aspidi,
l'ora ansimante di pallidi assassini
che sgozzano colombe
al riparo di vecchi portoni.

Giunge l'ora ripudiata
con un roco tintinnio
di chiavi arrugginite
e un vago presagio
di albicocche marce.

Giunge l'ora furtiva,
spuntano scarafaggi
tra i diamanti
e i calici si riempiono
di fango.

Giunge l'ora fatale
e fra le rose scopro
un cuore di neve nera
come l'assenza,
come la morte.

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • IGNAZIO AMICO il 05/07/2015 19:46
    Ma che livello poetico...! C'è da turarsi il naso. Chi l'ha scritta ci ha pensato un bel po' o l'ha creata di getto? O tempora...!!!

1 commenti:

  • Antonio il 05/07/2015 21:07
    E tu, invece, per scrivere un commento così raffinato? Quanto ci hai messo? Saluti.

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