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Sradicando un albero di ottone ho intenebrato il bottone di un eterno canto

Voce infantile
e
bianca
il canto appartiene all'anima

ne
è
la radice e il solco

tutto quello che
duole stride esplode separa e ferisce germoglia nella mente

rara è la scintilla che spazia nella corteccia cerebrale

il corpo
è
il punto d'incontro il ramo ed il tronco

posto
tra un morbido letto
e
le zolle di un campo di battaglia

gioisce cade s'ammala brucia s'infiamma
e
se non eterna di sole la linfa suo sentimento

muore
e
come ninfa
torna alla terra senza aver compiuto la sua abbagliante trasformazione

in
quanto al cuore

ah
il cuore la gemma il fiore il frutto

quel gentiluomo martire romantico di donna e giustizia

e
di verità
innamorato

se non è ottenebrato da un accumulo di foglie morte

 

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1 recensioni:

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  • Sergio Fravolini il 03/08/2015 14:38
    Il testo complesso ed elaborato distoglie alla lettura.

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