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Monsignore

È notte tra le coperte,
buia come i nostri visi.
Tu mi tormenti e t'avvicini
come una trottola di piacere,
superi lo spazio e mi possiedi.
Non posso gridare perché t'amo.
T'amo quando sei luce e ridi,
t'amo come corpo che giace e gode.

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 06/08/2015 18:24
    Un plauso sincero per questa tua eccelsa davvero.

4 commenti:

  • ThePunisher il 21/08/2015 15:08
    Concedersi all'insegna dell'amore, quel "t'amo" dà energia e colore a tutte le emozioni che questa unione di corpi genera.
    Quel "t'amo" è la chiave di tutto, può sembrare banale, ma è ciò che distingue l'egoista ricerca dell'effimero piacere, da qualcosa di ben più nobile.
    PS: ho letto il tuo commento alla mia poesia "il precario": è una chiave di lettura, in realtà volevo trasmettere quella sensazione di smarrimento quando si vivono temporanei momenti di "amore".
    Grazie della tua poesia.
  • Ugo Mastrogiovanni il 13/08/2015 16:35
    Spesso, come in questo caso, il titolo della poesia ha l'effetto di un simbolo grafico, spiega e scolpisce quello che i versi, titolati diversamente, non avrebbe fatto. Monsignore è un termine riguardoso che deriva dal francese: mon "mio" e seigneur "signore" ed è quello che vuole evidenziare l'autrice, la devozione verso chi la desidera. E gli si concede con particolare adorazione, quella che le ha ispirato questa elegante, giovanile, apprezzatissima poesia.
  • Don Pompeo Mongiello il 07/08/2015 10:59
    La tua poesia sembra scritta da una giovincella piena di passione, hai della stoffa e vai avanti.
  • Gioia Ippolito il 07/08/2015 10:55
    Credevo che comunicare fosse unilaterale, ma mi sono ricreduta.
    Il suo commento mi dà fiducia, grazie.

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