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Grido di una vecchia prostituta: più di settantamila!

Nuda or giace sul letto la vecchia
meretrice e con mestizia guarda
quel che un tempo fu cespuglio
nero folto rigoglioso, spento ora
sfatto e povera cosa, ove lì nascosto,
pur oggi sfatto, s'apriva, in giorni
già ormai lontani, a donar lo scrigno
quei falsi amor fugaci venali mercenari,
ove al corpo membra s'avviluppavan
da odori e sapori vari e disparati,
a toccar luride man o linde e delicate
e fiati o dal sapor ancor di menta
o puzzolenti fiati, fisso il prezzo
concordato: saranno stati pensa
più di settantamila? E rapida corre
la mente ai ricordi e al ricercare ma
al cuor suo tristemente un grido giunge
che forte dice: nessuna estasi nessun
ahimè dolce caro da ricordar profumo!

 

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4 recensioni:

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  • Nicola Lo Conte il 11/08/2015 18:44
    Parabola di una vita ingannevolmente facile, nei luminosi colori della giovane età, che poi va a spegnersi con la decadenza e le ombre della sera.
  • Don Pompeo Mongiello il 08/08/2015 11:52
    Ben costruita la poesia, in quanto al contenuto mi astengo.
  • Vincenzo Capitanucci il 08/08/2015 07:04
    triste ricordi di un amore mercenario.. neanche un cliente che per un attimo.. l'abbia fatta sentire amata..
  • Rocco Michele LETTINI il 07/08/2015 15:02
    Un intenso et toccante verseggio diligentemente sequelato.

0 commenti:


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