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Come Fenice

I ponti che mai hai percorso
crollati d'incuria arrogante
forse eretti su inconsapevole fondo d'argilla
Ma eretti
a cercare inesistenti passaggi
verso cime soltanto credute
Ora so

Le aspirazioni banali
ricoperte di foglie preziose
a nascondere l'animo vile
Non è mai la tua ultima mina
a sventrare gli inutili ponti caparbi

La Fenice non muore
purtroppo
Condannata rivive ogni volta
destinata a bruciare da sola
dentro fiamme olezzanti di pianto.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • antonina il 09/08/2015 16:31
    La vivo questa poesia come un triste lamento. I ponti, eretti come ancore di salvezza, non sono serviti. Purtroppo molti non riescono a percorrerli anzi... li fanno saltare(non è mai la tua ultima mina) Ciao Carmela.. un abbraccio. È bello ritrovarti. La poesia è ermetica, da interpretare.. ma molto bella nello stile e nel ritmo.
  • Rocco Michele LETTINI il 09/08/2015 10:51
    Una toccante quanto riflessiva sequela. Espressività nella strofa di chiusa. Lieta Domenica.

1 commenti:

  • anna marinelli il 08/08/2015 21:14
    " fiamme olezzanti di pianto" una chiusa drammatica e strepitosa dal punto di vista poetico: Un abbraccio Carmela.

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