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Ragno

Ed ecco di nuovo l'alba (appena accennata)
e il canto del gallo che si disperde lungo
la strada come un colpo d'accetta. Ho sognato
di trasformarmi in un ragno, questa notte.
Mulinavo le mie schifose zampe lungo una gelida
strada di campagna. Tutto era più grande di me.
Sì! Ero proprio un ragno! Eppure quel disgusto è
passato presto. Ho fatto del caffè non appena alzato.
Ed ho pensato alla mia piccolezza. Tutto è
davvero, forse, (e lo penso da un po') più grande di me.
Passeggio lungo l'atrio della mia vecchia casa di campagna
con un solo pensiero: non bisogna bearsi, ma nemmeno
disprezzare la propria debolezza. Quel che si dice debole
è una virtù sotterrata che aspetta solamente di essere
tirata fuori.

 

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2 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 28/08/2015 08:08
    chi non si sentì debole.. nel suo sottosuolo.. non divenne forte..
  • Rocco Michele LETTINI il 28/08/2015 06:10
    Più che saggi i versi di chiusa. Il mio piacere leggerti e lasciarti la mia serena giornata Ferdinando.

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