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In di infinito

Come
se fossero diamanti

nascose
le sue lacrime

nello scrigno della notte

Vide
in quell'istante
la vita di ogni giorno troppo lineare

troppo sofferta
la sua mano

senza sbalzi miracolosi

opaca
nel fare le cose

e
gli rimase difficile credere in sé stesso e in Dio

Arrivarono in cielo delle nubi
e
non erano bianche colombe

per allontanarle
schiacciò
un tasto a caso sulla sua console e apparve una I

la sentì infinita
estremamente elaborata
consolatrice

riprovò
ora apparve una N
e
senti l'infinito essere in lui

Capì
di poter creare e distruggere mondi
la sua capacità creativa era senza limiti

Era questo Dio
il fantastico mostruoso che aveva lasciato morire dentro di lui?

 

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3 recensioni:

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  • Paolo Villani il 03/11/2015 15:16
    Il protagonista di questa poesia non si deve identificare con un essere che ha il potere, di cui solo Dio gode, di creare; una scintilla Divina è già l'Infinito ed è già dentro ognuno di noi.
  • Rocco Michele LETTINI il 31/08/2015 07:32
    L'infinito... costrutto dal tuo solito intuito. Interpretazione poetica esemplare Vincè.
  • roberto caterina il 31/08/2015 07:14
    Lacrime come diamanti e lettere cadute a caso per comporre l'infinito...

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