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Parigi

Domenica sera. Gli alberi maestosi
addobbati a festa si slanciano
come saette di felicità lungo i campi
elisi. In lontananza l'arco di trionfo
ricorda i fasti di una vita che c'era e
che oggi non c'è più. Il natale è arrivato
come una benedizione, è arrivato senza lasciare
strascichi. Osservo un piccolo scoiattolo
infreddolito che si muove sinuoso lungo
i bordi della strada. Che ci fa qui? E
io? Che ci faccio qui, io? Ho pensato tante volte
a Laura in queste settimane. La nostra ultima
volta a Parigi non fu certo indimenticabile.
Laura amava il mare. E a Parigi non c'è il
mare. Comunque ci sono tornato. E non me la
levo dalla testa. Le strade di montmartre
vivono dei fantasmi dei grandi che le hanno
attraversate. Ci vedo Picasso seduto in un bistrot
a sorseggiare del tè o Henry Miller che studia
l'ultima mossa prima di completare il suo Tropico.
E poi le ragazze. Le ragazze di Parigi hanno una
luce diversa negli occhi. Le vedi strette nei loro
vestitini di cotone a leggere sui prati come piccole
bambole di ceramica. Osservo ancora il timido scoiattolo
sgattaiolare via dalla strada. Sembra me che fuggo via
dai miei problemi esistenziali. Niente meglio di Parigi.
Fisicamente o soltanto mentalmente. Niente meglio di Parigi

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 01/09/2015 06:36
    Una Parigi che resterà, perenne, nella mente e nel cuore. Lieta giornata.

1 commenti:


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