PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

L'errore di Adamo (come perdere la testa pur rimanendo il fanciullo di sempre)

All'origine le cose erano quiete,
accomodanti. Tutto giaceva
solidamente sotto l'ampio
raggio dell'equilibrio.
Il caos, che seppur
al tempo c'era, era
un caos asettico,
predeterminato, segno
dell'età e di una maturazione
che non avevano ancora
conosciuto la massima
ascesa. Poi qualcosa
muta. I fiori in boccio
e le piante così solidamente
verdi perderono in consistenza.
I timidi uccelli e le gazze
così ostentatamente delicate
diventarono falchi del nero,
predatori dallo sguardo feroce.
Qualcosa per cui un destino
intero non basta a giustificare
una mutazione così priva
d'ogni ragionevolezza.
Oggi solo la polvere mi
fa compagnia. La polvere
di una società interiore
ridotta allo sbando.
Oh cielo, così terso e illuminante
dammi ancora la forza di combattere
sotto di te, in questa terra
percossa dall'errore di una mela staccata.

 

3
2 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Vincenzo Capitanucci il 03/09/2015 07:52
    la caduta della mela.. trasmise una forza di gravità al mondo.. un mondo che perse la testa.. fino a quando un bambino non la raccoglierà da terra.. e dirà guardate è bacata.. non vale la pena di litigare per questa.. mente...
  • Rocco Michele LETTINI il 03/09/2015 06:52
    Un riflessivo quanto diligente decanto. Osservare da considerare...

2 commenti:

  • Ellebi il 03/09/2015 14:49
    La mela staccata, riferimento biblico, è la causa prima dello "sbando del mondo" , errore, (peccato) le cui conseguenze viviamo ancora oggi. Ma è solo l'inizio della storia dell'umanità e della relazione fra Dio e l'uomo. L'autore nella consapevolezza di tutto ciò, chiede di poter continuare a combattere senza perdere la speranza. Una poesia religiosa in cui affiora confusamente la nostalgia dell'Eden perduto. Un saluto
  • Marysol il 03/09/2015 08:28
    Il mondo è allo sbando, ma è pur vero che siamo stati tanti i seguaci di quell'Adamo...
    Questa tua, in bellissimi e profondi versi, canta di tutto il degrado a cui siamo riusciti ad arrivare su questa povera terra.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0