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La luna (Arcana XVIII)

Ricordo
lacrime di luna
e
gamberi di stagno
a
far ritrarre il Tuo corpo da troppa luce

fascino
d'inquieto i Tuoi occhi nella notte

tristi
e
addolorati

per il soffrir del mondo

mi fu maestro di devozione

il Tuo vedere

accarezzando
ma
senza mai veramente svelarlo

il lato nascosto

nell'ombra di cose
e
genti

impregnandomi
di non giudizio

e
intuito

di saggezza antica

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

... senza mai veramente svelare..


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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 04/09/2015 06:47
    Maestro di devozione? Il nostro vedere e... il nostro agire! Sensazionale...

1 commenti:


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