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In convento

Lu errante munaciellu de lo obolo
in cerca jeva senza voler dolo,
e quando lo saccotto pleno avea
retorno a lu cunventu ben facea.

A accoglierlo lu prior era solo
poiché tutti li antri stavano a molo,
ma anco a li stiissi tutt'uorno parea
che ogni cosa barcollando cadea.

E como mo alta mo bassa marea,
per poter sbirciare ne lo saccotto
se aspettava che la sbronza cedea.

A no certo punto ce fu no botto,
la questua sparsa sul pavimento era,
ognun de loro se sentiva cotto.

 

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2 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 02/10/2015 05:26
    l'ebbrezza del convento.. non è sempre spirituale.. bravo Don..
  • Rocco Michele LETTINI il 01/10/2015 14:31
    Fantastico sonetto magistralmente forgiato. Lieto meriggio Don.

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