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Dimmi di Lei e di chi immensamente ama

Ti ama?


Come lo sai?

mi lascia banchettare dei suoi spazi interni e mi permette di entrare ed uscire senza sparecchiare il tavolo in cui ho mangiato bevuto e volato

e
Tu cosa puoi dirmi di Lei?

È
sempre seduta su una panchina nel parco dei miei occhi

a volte
la vedo
tremare di freddo

quei
suoi stivaletti dal corpo e dal passo troppo stretto

m'inteneriscono

mi
stringono nel cuore

Non chiede mai niente per se stessa

forse anche
perché ha tutto dentro di Lei e potrei offrirle solo quello che ha già

avvolto però nel dono dei miei sentimenti


le succede di brontolare

d'imbronciarsi un po'

di far venire nubi nel cielo per velare le trasparenze ferite del suo viso
e
sprofondare in ore interminabili di sonno ad aggiustare l'equilibrio infranto del suo cuore

poi quando torna perdona
e
giustifica sempre anche chi le fa del male

In ogni essere mi mostra

una madonna
dimenticata

spettinata e stanca

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 12/10/2015 11:00
    Non sapendo più che dire mi limito ad un complimento sincero e di vero cuore!
  • Rocco Michele LETTINI il 11/10/2015 13:01
    Un poetar pregno di tenerezza. Eccelsa la tua osservazione in chiusa.

1 commenti:

  • Gino il 11/10/2015 18:50
    Il diaframma che separa il mondo esterno da quello proprio in queste poesie è infranto: le cose vanno dal di fuori all'io, e l'interno, il me, il dentro di me, esce nell'altro, lo scopre, se ne appropria, sia pure per poco: "mi lascia banchettare dei suoi spazi interni e mi permette di entrare ed uscire senza sparecchiare", "seduto su una panchina nel parco dei miei occhi", "quei suoi stivaletti... mi stringono nel cuore" ed è bello per me lettore fare questi viaggi fantastici

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