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Il debole pensiero

La giostra è ferma
alla fine della festa
e il primo raggio di sole
illumina i grigi lavoranti.

I resti d'immondizia
hanno accantonato anche
l'esaltazione sul marciapiede,
dove tornano abitabili cartoni.

Routine è la parola d'ordine,
un apparente ordine, insospettabile
nella sua civile educazione
senz'occhi e senza cuore.

Chi soffre oggi, soffrirà sempre:
chi s'offre di soffrir con lui?
Lo chiedo a me stesso, bevendo
seduto a un letterario caffè.

Il solco nella terra accoglie il seme,
già preparato, drogato,
dal quale qualsiasi frutto
può nascere variegato e succoso.

Cos'avrebbero dipinto Caravaggio e Il Pitocchetto
se la natura non fosse crudele?
E la previa selezione
non ha mai reso opere perfette.

 

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4 commenti:

  • Michelangelo Cervellera il 16/10/2007 16:13
    La natura può essere crudele e generosa a volte può sembrare remissiva, ma non è attendista, elabora e lavora sempre. Anche noi dovremmo farlo. Michelangelo
  • laura cuppone il 14/10/2007 23:29
    qui si mischiano sapientemente generi pittorici ad una filosofia di remissività e diniego..

    non capisco teodoro se ti riferisci alla mancanza di speranza di un cambiamento o se pensi che comunque è tutto inutile e nulla cambierà...?
    perchè te ne stai seduto in quel bar a riflettere e attendere che qualcuno "s'offra di soffrire"...?

    meno male che era solo un debole pensiero...

    ciao L
  • Riccardo Brumana il 14/10/2007 22:10
    carina...
  • celeste il 14/10/2007 20:46
    A suo modo rivoluzionaria.
    Una descrizione perfetta della nostra patetica società.

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