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Il poeta

Il poeta è un gatto-colibrì che non conosce concretezza
Flessuoso e volante
Sopra un oceano di stranezze e di ripetizioni
Affonda l'orecchio nella musica di Dio
E così trae l'ispirazione
Ma non è lui a dare vita ai versi
sono gli angeli e i demoni della sua anima-baraonda
Così nella testa ha dei suggerimenti strazianti
Vede lungo vede oltre vede dove tutti gli altri occhi non vedono
E se anche fosse cieco( come l'imperioso Omero)
L'occhio bambino che si porta dentro illuminerebbe la via

Sono io forse un poeta?
E cos'è che si prende tutto di me?
L'animale? L'angelo? Il poeta?
Ho troppo penato in queste acque di sensibilità
Ho trovato cascine semi-chiuse
Ed ho sfondato i cancelli sedendomi nell'angolo buio
Dove topi mangiavano formaggio
Oggi voglio godere il presente come fosse uno stanzino
Nato da per sempre
La mia poesia non è un urlo
Ma piuttosto un canto misurato

 

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3 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 23/10/2015 07:38
    se non è preda di Angeli e Demoni.. di pensieri e ossessioni. un filo di luce lo conduce...
  • Rocco Michele LETTINI il 23/10/2015 06:04
    Sarà poesia? Dal tuo canto misurato... direi SIIIIIII...
    SERENA GIORNATA FERDINANDO.
  • roberto caterina il 23/10/2015 04:39
    Beh sì la poesia dovrebbe essere un canto misurato e non solo urlo, quanto al resto mi sembra un mirabile affastellarsi di luci e colori un po' come una samba brasiliana che mi è piaciuta...

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