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Un guado di scintille d'oro e le crisi epilettiche di Fedor Dostoevskij

Se taccio
e
amorevolmente passando

guardo

il limpido fiume dei nostri occhi riversi

setaccio
ingenti quantità di pagliuzze d'oro
e
travi bruciate da divini tremori

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

L'epilessia di Dostoevskij nei suoi personaggi è di ROSSARI MARCO Pagina 61 (estratto)
(4 dicembre 2011) - Corriere della Sera


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2 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 24/11/2015 16:23
    Bellissima nel suo insieme. Complimenti vivissimi!
  • roberto caterina il 24/11/2015 10:35
    Il divino tremore come un guado per andare oltre... molto bella.
  • Rocco Michele LETTINI il 24/11/2015 08:19
    Un abile et straordinario verseggio... Superlativa la nota da te... postata... del grande: Dostoevskij.

2 commenti:

  • loretta margherita citarei il 24/11/2015 16:09
    immensa la tua cultura, sempre al top cap
  • Vincenzo Capitanucci il 24/11/2015 07:56
    L'epilessia di Dostoevskij

    "A un tratto, in mezzo alla tristezza, al buio e all'oppressione, il suo cervello sembrava accendersi di colpo, tendendo in un estremo impulso tutte le proprie energie vitali. In quell'attimo, che aveva la durata di un lampo, la sensazione della vita e il senso dell'autocoscienza sembravano decuplicare di forza. Il cuore e lo spirito si illuminavano di una luce straordinaria. Tutti i dubbi, tutte le ansie e le agitazioni sembravano quietarsi di colpo, si risolvevano in una calma suprema, piena di armonica e serena letizia, di speranza, di ragionevolezza e di penetrazione suprema"

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