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Chiedo un passaggio

Al mio: "Ma che fai, non ci sei mai?"
All'esistenza fu quasi un addio
l'incoerenza di questa sentenza.
<Sono in viaggio senza traguardo,
vado e non bado se parto o ritorno
giorno e notte chiedo un passaggio,
vivo d'azzardo, ma sono gagliardo.>
Confusione da sregolatezza,
o dissolutezza da disperazione?
Difatti viaggiava e so dove andava:
per strade buie senza tracciato
a fondo sconnesso non livellato;
per vie in salita e senza discese
appese su dossi, cigli e strapiombi
con forti chiarori e buio a sorpresa,
senza rumori e senza rimbombi.
Incognite e rischi senza ragione.
E poi lo seppi finito in prigione
Di poi trovato appeso impiccato,
forse pentito del troppo peccato.

 

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1 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 28/11/2015 15:56
    molto bella.. Ugo.. l'inconsapevole folle coscienza umana..
  • Don Pompeo Mongiello il 28/11/2015 11:00
    Un vero gran poetar da maestro quale tu sei!
  • roberto caterina il 28/11/2015 08:46
    Confusione e sregolatezza in un insieme composto e non esente da una certa leggerezza.
  • Rocco Michele LETTINI il 27/11/2015 14:46
    Un acuto poetar che trova riscontro nella quotidianità inquinata del presente... Il mio elogio e il mio sereno weekend Ugo.

1 commenti:

  • Nicola Saracino il 27/11/2015 21:27
    Ugo, gran bella composizione. Compostezza ed equilibrio, ma insieme tuono, fumo, affondi perfettamente sotto controllo. La chiusa potrebbe sembrare moraleggiante e un po' inaspettata, ma a ben vedere è al posto giusto, al momento giusto. Testo di pregio e godibile.

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