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Chiedimi perché sono senza scarpe semmai

Proprio a margine di quella piega
che hanno preso i vertici che si credono liberi,
e a un certo punto ancora più su,
fino quasi a sfiorare le cime sfalsate dei pianeti
che non perdono mai la calma e sanno resistere
alle piogge più oblique anche in tempi così.
Vampate che arrivano alla cintola
e poi s'acquietano. Baci convulsi.
Prima da destra e poi da sinistra,
se urlare in coro è proibito
e la libertà sfida l'odore di caffè
all'uscita di un bar alle sei del mattino.

Potrebbe essere tutto bianco là fuori
e invece i vecchi se ne vanno ancora in giro
in bicicletta senza cappello. Pace
fino quasi a sfiorare la terra
per poi rifiorire in silenzio, alle pendici
di un monte sacro solo a metà.
A furia di pedalare hai perso
più dignità che paia d'occhiali, boom!
e andò via anche la luce;
sì ma era quando febbraio non conosceva
ancora la delicatezza di una porta socchiusa
e lasciava troppo spazio ai pensieri distratti:
per dispetto, un millennio fa,
amici in maschera, occhiatine sconce
pennarelli a tempera che ti ingrossavano le tasche.

E chissà perché poi col gelo che invadeva le stanze
non ti sfioro' mai il pensiero di ricamarti un gatto
che desse fuoco ai piedi del letto.
Ago e filo, ma tanto fiato sui cuscini,
invece dei soliti sbadigli
sui becchini sovraccarichi e panni umidi
accanto al camino spento. Sai ancora
dire ciao senza fischiare? Una corona di spine
e lana di pecora fino allo sfinimento,
un vaso fiaccato dalla sorte e venti chili
di cenere ad impreziosirne i contorni.
Mi fermo ad innaffiare i petali se vuoi,
sì ma tu quella vecchia storia del sole che sorge
quando è tardi e scalda i cuori dei più deboli,
ti prego, non me la raccontare più.
Chiedimi perché sono senza scarpe semmai.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 08/02/2016 07:16
    UN RIFLESSIVO VERSEGGIO DI MAESTRIA... QUOTIDIANITA' REALE DAI TUOI VERSI... LIETA SETTIMANA SALVATORE.

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