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Sussurri di vita

Vita nuova nasce
sulla miseria dell'uomo
il destino è nelle mani di Dio
che muta la morte nella vita
e la vita nel suo declinare.

Perché io. Perché tu.
Perché la bellezza del cielo dà ali
ma non dà il coraggio di librarsi?
Un tempio senza l'adesione del cuore
vale come un corpo svuotato dell'anima.
E colui che sopravvive al male proprio
vivrà i giorni nell'ombra del rimorso.

Nessuno ti chiese di purificar l'innocente
eppur l'Anima tua troverà la Giustizia
quando quell'agnello sacrificale
chiederà perdono per la tua colpa
allora godrai dello splendore delle stelle
e nuovi versi di vita scriverai con Amore.

 

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3 commenti:

  • Fabio Mancini il 14/02/2016 13:22
    Hai ragione, Giovanni. Il mio intento era proprio quello di evidenziare la possibilità a cui l'uomo spesso rinuncia. Nella poesia dell'omicida si nota lo struggimento interiore: perché io, perché tu, perché il tuo corpo affeso è li, senza vita. Si nota l'orrore, nella prima parte dei suoi versi e qualche vago riferimento bibblico nella parte finale, ma al centro del suo poetare c'è la bellezza delle stelle. Ma un uomo che pur osservando (e forse anche amando la bellezza?) compie un male talmente estremo è una stella terrena, priva di luce e di fascino. Buona domenica. Fabio.
  • Gianni Spadavecchia il 13/02/2016 23:21
    "Perché la bellezza del cielo dà ali
    ma non dà il coraggio di librarsi?"
    La parte che più apprezzo;quasi ad evidenziare le nostre capacità ma la poca convinzione. Il poco coraggio di vivere.
  • Fabio Mancini il 13/02/2016 19:17
    La morte urla

    La morte urla
    contro il suo destino
    per essere morte;
    orrenda cesura,
    strazio di carni.

    Perché io.
    Perché tu.
    Perché in questa notte di gelo,
    che le stelle son così belle,
    il corpo offeso,
    velo del tempio strappato,
    giace.

    E tu
    agnello senza macchia
    e tu
    agnello purificato
    che pieghi il capo
    timoroso e docile,
    agnello sacrificale,
    che nulla strepiti,
    non un lamento.


    (Versi composti dall'autore di un omicidio e fatti recapitare in forma anonima alla famiglia della vittima, il giorno del funerale. La giovane aveva 20 anni e si chiamava Lidia Macchi, deceduta nel 1987 a seguito di 29 colpi di coltello. Un omicidio che ai giorni nostri è ancora insoluto).

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