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Stagione perduta

E così
snaturata primavera
non verrai.
Il sole è pallido,
nel cielo sporcato
da nubi grigie,
tenta inefficaci riflessi
per procedere col giorno.
Son terree le ombre sul prato
e i fiori figli umiliati
che contano sui petali
le ustioni del gelo.
Le rondini opache e disperate
sfrecciano impazzite
in confini spariti,
si smarriscono inutili rivolte
soffocate e confuse
dai benvenuti mancati
d'inconsolata natura tradita
da un padre senza onore
che sfregia il figlio
d'inaudito delirio.

 

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2 recensioni:

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  • Gabry il 24/02/2016 18:33
    La natura che emerge in questi versi, pare si identifichi con un dolore nascosto, la fragilità di un figlio per suo padre. Spero in nuove primavere affinché l'autore assai bravo e capace ne colga i fiori migliori. Bella!
    Chiedo scusa per la mia personale interpretazione.
  • Rocco Michele LETTINI il 24/02/2016 16:47
    CHE SIA UNA PRIMAVERA LUMINOSA... DI COLORI E... DI SUONI CANTERINI...
    STRAORDINARIO DECANTO... LIETA SERATA.

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