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Frammenti di Okazaki

Lento sì, così com'è il tuo divenir ogni giorno
un fanciullo appena rinato, te stesso!
Seppur parve che nello sguardo profondo
il reale cui attingi fosse null'altro che un immondo
Riflesso.

Piogge fredde e scarlatte di dolore, informi
come bianche rose sporcate di sangue
sospese tra le diroccate pareti dell'Essenza,

Nutriente inesistenza,
Sanguigna inconsistenza
Assumi
Come fiumi di latte amaro
dall'Aliena provenienza.

Con anomala frequenza risuoni nella mente mia
senza che si plachi l'interna anemia, o glaciale anomalia
che s'è connaturata nell'arcaico giglio
in cui eternamente rinasci,
ma senza residenza.

Nella sala un'ombra, del buio, la metamorfosi,
è qui che sola mi lasci
affrontar la danza
per me dagli ignoti passi:

Di te ho una ricostruzione senza certezza, la tristezza
Pianta in sabbia che dall'oculo non sgorghi
Senza carezza

Nessuna apparenza, impressioni di trasparenza
che forza assorbita al sole s'incolpa
per una mancata restaurazione.

Costui fiore calpestato non sta sul ciglio, in disparte,
forse sì, sempre tra la vita e la morte,
ma è per questo che rimane
solitario al centro d'una landa senza nome
a contemplar negli oscuri spazi

Meraviglia

Del vuoto dinamo

d'ogni sua stessa

Creazione.

 

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2 recensioni:

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  • vincent corbo il 08/03/2016 09:09
    Una particolare composizione che parla di vita. Articolata, complessa, misteriosa come il DNA stesso.
  • Rocco Michele LETTINI il 08/03/2016 06:11
    UN INTENSO QUANTO SENTITO VERSEGGIO. LIETA GIORNATA. GIULIA.

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