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All'alba di un giorno che rese umile anche il dolore

Come se non ci fosse stata che pioggia
ad inacidire gli slanci e il cerchio avesse
richiuso l'orizzonte dentro pareti
sempre più sottili, ai margini del nulla;
quasi un preludio all'estate, se ti fermi a ricordare.
Ma se ti alzi di nuovo e poi gridi
che non sei mai stata tu a rinverdire gli spazi,
come fosse sempre stata quella
la tua unica speranza di pace,
e ti metti in ginocchio senza lasciarmi indovinare
la giusta dimensione del palmo
che già s'immagina aprile, cosa potrò mai dire
quando questa notte sarà già domani
e il respiro che mi doni mi chiederà di rimanere?

Un povero animale che si arrampica su una spalliera
di legno solo per vedere cosa c'è ad ovest della gloria
e poi ridiscende. A fare il servo ad un ramo di pino
che forse ti è sembrato di riconoscere a volte,
se anche tu ti aggiri per la campagna perché altrove
non c'è salvezza e non ti sai inventare chi sia tanto bravo
da leccarti la vita senza farti tremare.
Navi che colano a picco.
Su rapidi sbadigli che scambi per una raggiera
che si muove piano, a macinare facce di gente
che blocca i passi, vertigini arcaiche
di uomini stanchi e colori che a furia
di splendere al sole hanno perso lucidità
e chiedono carità alla tua fede di suora
che mai si stanca dell'ombra che ferisce.

Accarezzarti le gambe potrebbe portarti fortuna,
se l'oro dell'anello non è più a sinistra
e non capisci perché sei stata madre
quando le case stavano ferme sull'acqua.
Una specie di cavallo, quante volte
te l'avrò sentito dire? A ritmo lento,
e ormai lo so che ci speri, e sprechi ore
a minacciare ritagli sulle orme
che ti mostrano quanto sia stato difficile
rinunciare alle forze per poi morire altrove.
All'alba di un giorno che rese umile anche il dolore.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 12/03/2016 05:44
    ECCELSO DALL'AMORE... CHE RENDE UMILE ANCHE IL DOLORE... SENSAZIONALI STROFE. LIETO FINE SETTIMANA.

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