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Risorti nella mente

Varco il fatal cancello
dove riposa chi ci ha preceduto
e subito le orecchie si chiudono
ai rumori del mondo, al frastuono,
ed una gelida calma mi pervade,
mentre pensoso percorro lunghi viali
di poderosi, severi cipressi.

Mi guardo intorno,
sento la maestà silente
di un luogo lugubre ma solenne,
che più che rattristare infonde pace;
avverto netta la presenza amica
di chi ha concluso il proprio cammino,
e la mente riposa ed il cuor s'acquieta.

Leggo un nome, una data, guardo una foto
e subito un flash nella memoria s'accende
e in quell'istante qualcuno si ridesta
e rivive in me, nella mia mente,
anche se per un attimo;
poi l'oblio ridistende un pietoso sudario
su quei volti tornati pallidi e sereni.

 

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8 commenti:

  • agave il 27/11/2011 13:29
    condivido le tue stesse sensazioni vissute l'ultima volta che sono andata a trovare i miei cari nonni
  • Giampaolo Angius il 17/02/2008 00:15
    Mi piace per la serenità che infonde, scritta con lostile che prediligo, peccato (se mi concesso) che la parola flash sia completamente fuori luogo. Serene 24 ore
  • EKIPS _ il 23/10/2007 01:16
    "Varco il fatal cancello".. un incipit che val da solo un'intera poesia!
    Il resto poi è gradevolissimo, un'opera che, nonostante tratti di morte e cimitero, infonde pace più che rattristare. Non è da tutti. Complimenti!
    Un saluto.
  • Anonimo il 21/10/2007 12:30
    Grandissimo senso di pace mi ha trasmesso la tua poesia Ignazio...
    Nonostante il "luogo lugubre" i volti dei defunti sono "sereni" quasi a simboleggiare che non nella morte, bensì nella vita si annida il male più temuto...
    Forse i nostri cari "rivivono in noi", proprio per aiutarci con la loro "serenità" a sopportare i dolori e le sofferenze...
    Mi piace pensare che possa essere così...
    Comunque davvero complimenti...
  • Anonimo il 21/10/2007 01:30
    Ciao Ignazio, come stai? La tua poesia riesce ad infondere quello stesso senso di pace e serenità che ritroviamo nel luogo da te descritto...È proprio entrando in questi luoghi sacri, passeggiando tra le anime del passato che ci si rende conto di quanto le nostre ansie, le noste ossessioni e la nostra fretta siano in realtà prive di senso. Accantoniamo o allontaniamo sempre la nostra vulnerabilità ma inutilmente! Sei sempre bravissimo... Un bacio grande grande...
  • Anonimo il 20/10/2007 17:49
    Eh si, varcare quel cancello, regala a corpo e ad anima un incontrollabile calma, i ricordi rimembrano portandoti in una dimensione di solenne pace.
    Bravissimo come sempre Ignazio.
    Ciao, Angelica
  • Ugo Mastrogiovanni il 19/10/2007 15:12
    I severi cipressi (mi piace questa espressione) si elevano al cielo come i nostri pensieri, quasi a precederli. Quel “pietoso sudario”, misericordiosa espressione che ci riconcilia con la memoria, è una enunciazione che ci fa piegare le ginocchia e rimanere assorti per un tempo che, per lungo che sia, non basterà mai ad onorare i nostri morti ma, in parte, ci è riuscita la poesia del capace Ignazio Amico che saluto.
  • blue sax il 19/10/2007 14:46
    poesia carica di verita', densa di significati, scritta molto bene. bravo!

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