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La fine 2

Adesso no, io non vedo in te
l'ammutinamento che vedevo.
O una grazia. O i fiori.
In te vedo solo una flebile
compagna che s'accosta al mio
petto come una zanzara virulenta.
Il mio sangue è la tua ricca colazione.
E i mesi e gli anni passati?
E l'amore? E la passione? Tutto
un catino di speranze vissute
all'ombra di un non ci lasceremo mai.
Ma il ticchettare è indefesso e le
ore sono stanche, adesso, di quel
rincorrersi, riprendersi, non
volersi lasciare. Tutto ciò che
ebbe un in inizio ha dentro di sé
già scritti i connotati della fine.
Una gaia giovinezza, un'abbandonarsi,
l'uno nelle braccia dell'altro, un
essere vividi negli occhi altrui,
come due stelle. Il mostro della
fine è impietoso, è gonfio e
arraffa, arraffa...

 

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2 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 19/04/2016 09:02
    ... Tutto ciò che
    ebbe un in inizio ha dentro di sé
    già scritti i connotati della fine... il mostro del tempo... lo sa..
  • Rocco Michele LETTINI il 19/04/2016 05:37
    UN CHIARO ED ESPLICITO VERSEGGIO CHE PORTA A RIFLETTERE...
    LIETA GIORNATA FERDINANDO.
    *****

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