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A quale immagine di me (paro là negli arcobaleni della parola)

A quale immagine di me
votasti il suono del mio cuore mi chiese la parola

sono
una chiesa
i Tuoi padri posero in me il sapere
di chi è sa

sono
l'altare interessante
la pioggia delle Tue più intime emozioni
in terre sante

una volta scritta
e
abbandonata a me stessa
sono un dono
indifeso

di fratellanza accoglienza e pace

accentua
accenta
accendi
di incendi
i miei vari significati

leggimi a voce alta

ponili in evidenza

non sconsacrarmi
lasciandomi atona

e
in nudità

di colori

accedi
spezzami
e
canta

Così
tra i mille paramenti della mente

cedetti
alle sua celata luce
d'arco

in un baleno
la adornai nel petto

abbellendomi

di infiniti atavici arcobaleni

 

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5 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 07/06/2016 07:29
    Molto apprezzata e quindi piaciuta questa tua straordinaria!
  • Antonio Tanelli il 06/06/2016 19:27
    Opera capolavoro di stile e significato. bravo!
  • Gianni Spadavecchia il 06/06/2016 08:24
    Bella l'immagine della pioggia delle sue più intime emozioni ed il gioco di parole, o meglio l'unione, tra accentua accenta accendi.
    Bravissimo.
  • Rocco Michele LETTINI il 06/06/2016 08:18
    Sei la fede personificata Vincenzo.
    Eccellente verseggio.
    Lieta settimana.
    *****
  • andrea il 06/06/2016 07:51
    Urca!!! quanti colori dipingi con l'arcobaleno di paro là...

0 commenti:


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