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Ode al Ponte Vecchio

Mi manchi, Vecchio Ponte,
dove ho udito echeggiare i suoni
di tutte le lingue di questo
disastrato e affascinante mondo.

Tu che hai visto in secoli di vita
guerre sanguinose e distruzioni,
allagamenti e invasioni d'acqua
dell'Arno argentato che scorre
sotto i tuoi pilastri forti e duri,
tu che hai visto re e imperatori,
suonatori eccelsi e mendicanti,
pittori e venditori improvvisati,
resterai sempiterno nei miei ricordi
come esempio del multiforme
ingegno umano che crea
opere di bellezza ed armonia.

Gli ori scintillanti delle tue vetrine
attirano frotte di bramose donne
ma lo spettacolo dei tuoi tramonti
cancella ogni cosa al suo confronto.

Infiniti scatti di foto ti porteranno
in giro per il mondo in tante case,
dai grattacieli di New York
alle fiorite katei di Tokio,
dalle case svedesi in rosso falun
ai colorati riad di Marrakech.

Il busto del Cellini adorno
delle promesse di tanti innamorati
troneggia al centro delle arcate
e ai suoi piedi s'ode all'imbrunire
il suono di chitarre e armonie di canti.

Accoccolati sulle tue dolci sponde
innamorati si scambiano carezze e baci
incuranti dei passanti intorno a loro,
perché un bacio dato al Ponte Vecchio
è una promessa d'amore eterno
che lascia in bocca il sapore della storia.

 

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2 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 15/07/2016 10:37
    Molto piaciuta ed apprezzata questa tua straordinaria.
  • andrea il 10/06/2016 09:12
    stupenda descrizione del ponte vecchio. complimenti!

0 commenti:


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