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Morire

il fatto terribile non è morire;
nella morte c'è sempre un che di regolare
e obbligatorio
e forse anche sorprendente.
è come la chiusura di un ciclo:
insomma, si muore
tutti muoiono, prima o dopo
è l'ordine:
nascita, vita e morte.
ciò che conta davvero
non è che la fiamma prima o poi si spegnerà,
è l'intensità
di quel fuoco
a fare la differenza.

i preti fanno estreme unzioni
e le donne in nero piangono
e le cattedrali si riempiono
e i becchini fanno grossi affari,
ma ciò che avviene dopo è
solo
un'inutile
accozzaglia
di riti
apotropaici
per rafforzare
ancora una volta
la necessità
di vita
che ognuno di noi ha
dentro di sé.

si è o non si è,
questo è l'importante.

la cosa terribile non è morire,
è non incappare in quegli assaggi di morte
che puoi trovare nella vita.

scopare è vita
scrivere è vita
bere una grossa bottiglia di vino
o mangiare un buon panino al salame
amare un figlio
o un padre
o una donna
e non odiare
andare a fare lunghe passeggiate sotto il sole di Marzo
o stare davanti al camino nelle fredde sere di Gennaio
leggere un buon libro

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1 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Antonino R. Giuffrè il 08/08/2016 09:16
    Sarei un po' dubbioso sul fatto che scrivere sia vita.
  • Vincenzo Capitanucci il 03/08/2016 07:03
    la cosa terribile non è morire.. ma non aver vissuto.. Hugo..
  • Antonio Tanelli il 02/08/2016 19:30
    Vivere qui ora il presente, perché a ciascun giorno basta la sua pena. schietta e diretta stile Bukowski.
  • Gianni Spadavecchia il 02/08/2016 14:01
    Ciò che hai scritto è del tutto vero. La morte non fa paura perchè chiude un ciclo, ma perchè potrebbe arrivare mentre cerchiamo ancora di dare un senso alla nostra vita.
    Poesia molto interessante e schietta.

1 commenti:

  • Rocco Michele LETTINI il 02/08/2016 11:50
    UN CHARO QUANTO SENTITO DECANTO PREGNO DI RIFLESSIONI COINVOLGENTI.
    LIETA GIORNATA.
    *****

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