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La trappola

Le forze e d'energia i centri
detossiscono un poco
quando s'incurva la schiena
quando la mia carta imploro
quando i miei organi implodono.
La trappola è un leone che rugge
avvinghiandomi la secca pelle
esalandomi atavici lezzi di mali
alla libertà, imperiosa, nobile,
che non è la mortificata statua.
La trappola è la sorda famiglia
che non percepisce con nessuno
dei sensi umani e da sviluppare
l'energia vitale che nelle vene
scotta e ti brucia e ti fa l'inferno.
La trappola è la famiglia
delle prigioni fatte a castelli,
del presunto amore che m'è mortale
e che era già scomparso placido
come quel Mattia Pascal.
La trappola è la famiglia
che quand'essa in giardino ubicata
io m'impianto celandomi nel mezzo
d'una sostanziosa chioma di foglie
come Cosimo
come Cosimo.
La mia Coscienza s'è costruita fiera
e compatta e compiaciuta
come una torre levata al vento
contro tutti quei manichini e
quelle parvenze non valide e
contro tutti quei corpi invalidi
al ristorante di casa mia.
La poesia m'ha reso veggente
benchè bendano i ricercatori di
uno scadente amaro velo di follia.
La poesia m'ha reso alata,
benchè scambino il mio potere
per le clavicole sporgenti e
la mia schiena ondulosa come
la superficie lineare d'un mare calmo
e non scosso
da raddrizzare.
La trappola è la famiglia
d'un ammasso di materia strisciante
e che i piedi di piombo
sotterrati pestati da legno e travertino
immobili giacciono defunti
accuratamente.
Quando la passione dicono aggressione e

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