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La battaglia è fernuta

A tornare sono incerto
mammà m'aspetta presto
non mi lusinga mai
con quel bastone erto.

La testa me so incerottata
cosparsa di cenere ingrigiata
a temere dell'ira me so parato
come un soldato con l'elmetto.

Per amore della mia bella
una delle mie bimbe belle
sotto il cielo ho tardato
tradito dai baci tentatori.

Al buio infilzo la toppa
giro la chiave tre volte
uno stridore di catene
mammà conta le sue pene.

Schivo la scopa di saggina
ma la mira acuta di mammina
il vaso della zia Nunziatina
colpisce come una carabina.

Mammà la battaglia è fernuta
domattina te conto rilassato
lucido della mia tarda venuta.

 

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1 commenti:

  • silvia leuzzi il 17/08/2016 13:02
    Carmine particolare questa tua poesia ha il sapore dei tempi passati, tempi in cui la mamma era rispettata.

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