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L'evoluzione della specie

sognare una carta di credito
infilata nel muso del bancomat
non è bene.

è senz'altro meglio
guardare
questo dito mignolo del piede sinistro
contorcersi nel letto
come una ballerina di danza del ventre
al suo debutto in palcoscenico.
è senz'altro meglio pensare alla lercia carta da parati
come qualcosa di sufficientemente eccitante.

(la carta da parati e il whisky
stimolano la poesia-
lo dico da sempre)

sono qui, in questa stanza
alle undici e cinque della notte,
mentre giovani poliziotti inseguono gli spacciatori
negli angoli bui della periferia,
ma in questo posto, adesso
la sottile e delicata luce della lampada
mi mantiene in tranquillità.
non ho mai pensato al denaro
come qualcosa di interessante;
il denaro ci vuole, è necessario, questo è chiaro,
è il tanto denaro, il troppo denaro
che ti tiene in una morsa.
il grande guaio è soprattutto
essere al verde
e sognare di fare montagne di milioni
per il puro gusto della scalata sociale.
l'inferno della terra pullula di diseredati
che aspirano al colpo della vita.

I ricchi sono tutti spilorci e puzzano
col grasso che gli cola dai fianchi,
le grosse mani imbrillantinate da anelli,
ai piedi calzature di coccodrillo che gridano perché.
i ricchi non mi interessano.
non mi interessa l'arricchimento.

quello che mi piace
è starmene in questa stanza madida di odori
a sorseggiare buon whisky e a pensare alla Rivoluzione.
un giorno il mondo sarà popolato
da esseri autentici, esseri capaci di mostrare gratitudine,
non ci saranno diseguaglianze
e la nostra struttura sociale sarà retta su basi di reciprocità.

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2 recensioni:

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  • ciro giordano il 24/08/2016 21:19
    per ambientazione e linguaggio mi ricorda Bukowsky... il messaggio finale, bè, lo trovo un po' illusorio... ti saluto
  • frivolous b. il 24/08/2016 19:32
    quasi una preghiera profana... mi è piaciuta!

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