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Le occhiaie reali di una pannocchia di granoturco

Ti amo
come una zolla di terra argillosa
strappata alla verginità del suolo
dal vomere d'acciaio di un aratro

e
abbandonata al frantumo delle intemperie

Anche
se tengo
una penna in mano

ho
le mani callose di un contadino

le ossa gelate e stanche di una lavandaia che ha lavato i panni negli abbeveratoi freddi del silenzio

che sanno di Verga
di fatica rabdomante
e
di dolori reali

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

Tra Verga e Zola..


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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 25/08/2016 07:46
    Rivedo mia madre come lavandaia che lava i panni nelle gelide acque degli abbeveratoi montani...
    Espressiva et... riflessiva poesia!
    Lieta giornata Vincenzo.
    *****

1 commenti:

  • TIZIANA GAY il 25/08/2016 21:21
    sembra una dedica agreste uscita d'altri tempi... bella ma è fortunata questa donna!

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