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Quando conobbi il sesso

quando conobbi il sesso, sentii la folla,
il vociare incatramato della furia dei popoli.
il sesso era una cosa da ragazzi svegli
e io lo presi, all'età di quindici anni
con quella che ancora oggi
posso considerare il mio unico vero amore.
la folla seguitava a dire sconcezze
"sventrala... vienigli sulla faccia
... riempila di sperma e gonfiala di botte".
la folla ci invitava a ballare una danza funebre
e senza ritorno; voleva vederci odiare
quello che avevamo sudato per conquistare,
voleva vederci odiare l'un l'altro,
sottostare al ritmo meccanico
di un miserevole e infimo gioco perverso.
la folla inveiva e si trastullava,
la potevi scorgere nelle discussioni tra vecchi nei bar,
nelle code al supermercato, nei rifornimenti,
negli ospedali, dove portantini in là con gli anni
consigliavano a giovani pazienti come muoversi
e cosa architettare per godere. la folla aggrediva
le orecchie, ci cacciava dentro tutta l'angoscia
e la morte del vivere quotidiano,
ma io, poco più che un bambino,
conservavo ancora la grazia e il pudore
che hanno reso quel momento,
quando conobbi il sesso, un momento
etereo ed incontaminato.
ero ancora puro
e lo sono rimasto,
mentre la furia resta furia
e i popoli invecchiano
con in testa un unico chiodo fisso.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • ciro giordano il 26/08/2016 21:18
    mi piace questo modo d raccontare, raccontarsi... antipoetico? Forse... ma a volte penso che la poesia è nelle cose, e nel modo di porle... bella
  • frivolous b. il 26/08/2016 12:01
    Davvero una poesia atipica e notevole... complimenti!!!

1 commenti:

  • silvia leuzzi il 27/08/2016 22:26
    Concordo con Ciro e Frivolous, intensa, dissacrante, terribilmente dolce

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