username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Quiescenza

ingrassano i secoli del disagio
mentre le montagne diventano
sempre più scorbuticamente mistiche
e io nel 2069 sarò morto,
morto come i miei morti alluci
adagiati nella pantofola.
morire vuol dire smarrirsi
in qualcosa d'ignoto,
non è poi tanto grave,
è senz'altro peggio perdere
il contatto con se stessi
quando si è ancora in vita.
la vita corre via lungo
gli affluenti del Tempo
e i secoli mangiano carne di capra
e le mie dita cercano la bottiglia
e le sigarette
per distrarre il fluire
risvegliando passioni;
tutto si riduce a pura estasi-
il letto, le stelle, il cielo, l'eternità-
quando si muore,
mentre ritroviamo ciò che solo
la perfetta pianta conosce
da sempre
nella sua eterna quiescenza.

 

1
0 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Antonio Tanelli il 27/08/2016 14:20
    Bella! bravo Ferdinando pura poesia la quiescenza...

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0