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L'acquario

I quattro grandi ingranaggi del sia,
Vuoti dentro
E profondi!
Liquidi che scorrono ai confini,
Ruote dai raggi che girano,
Nero,
giallo,
blu e uno sottile, aria colorata.

Fusioni.
Lamine basali che avvolgono tutto,
Sierose che respirano bolle di realtà,
Gong che non tardano ad arrivare,
Sulle pieghe e le crepe.

Vibrio, vibrano e vibro,
L'acquario che è vivo,
Potessi con l'arco dei miei sogni,
Scoccare uno sguardo anche solo su Sirio,
Dei miei appuntamenti col niente,
Il suono grave, il respiro.

Qui, dove il corpo è una vertigine,
Tiro,
Lacci che stringono campi di forza in cui scrivo.

Vangeli,
Dalle pagine elettriche,
Rami che mi legano al letto dal di dentro.

Voce del vento dagli occhi rossi e la luna polvere,
Quante volte cambia il peso di venti minuti durante una vita?
Sassi che portano affondo o sassi leggeri,
Leggevi,
Tra gli spazi dei mille pensieri,
la rabbia del peso o la rabbia del fato,
Lance scagliate contro se stessi,
sirene di montagna che chiamano alla scalata.

Morire,
O vivere come se non dovessi morire mai,
Od Osiride,
Dirimere quel che non potrai,
Perderai.



Videogiochi delle cose,
Mostri che mettono la cintura di sicurezza in macchina,
Caschi integrali,

Gollum,
Furie che restano tra i capelli a quindic'anni,
Radio e ulna dell'anima.

 

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