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Ci avviciniamo alla morte

ci avviciniamo alla morte come avventurieri
in cerca di oro nascosto
ci avviciniamo alla morte passando da stati
di apparente felicità
a veri e propri tonfi nel baratro di un dolore qualunque,

è forse questo baratro la causa di tanta arrendevolezza?
domanda, considera,
non ha interlocutore alcuno cui interrogare.

la morte sta lì, ineffabile e demonizzata,
le lunghe notti a esorcizzare il fantasma della nostra stanca coscienza,
i giorni tutti uguali, indifferenti,
una smania d'opulenza nel disegno orizzontale della materia,

e i nostri letti sono stropicciati dall'anticipo
del Grande Riposo
e i nostri amori sono spesso amori farraginosi e incompleti
e non abbiamo dei, né amuleti, né coordinate facili cui affidarci,
siamo soli e smarriti,
mentre i predicatori imboniscono la folla
con leggende tramandate di generazione in generazione;
papà Irving dice al figlioletto:
"figliolo, il nonno è volato in cielo dal Signore.
è stata una così gran brava persona, tuo nonno"
e la Verità si nasconde sotto condominii di fantasmagorica inventiva.

sposto la tendina per ascoltare i suoni della notte.
piove, adesso
e grossi tuoni come camionisti
suonano la carica nel silenzio di tutte le altre cose.
vedo i palazzi dell'Angoscia,
le case del quartiere,
tutte uguali, sorprendentemente
atte alla vita;
un coraggio temerario spinge l'uomo medio
a resistere a tanta fatica,
ma io sono meno resistente di loro
e subisco la pioggia come una condanna.

morte, morte
cos'è che ti fa bella agli occhi di tanti fedeli imperfetti?
cos'è che cerchi ogni giorno, ogni momento,
quando il tuo braccio strappa via dal nido un altro uccello?

vivi in me e in me
ti nascondi
dietro questa goffa gobba di dolore.

 

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2 recensioni:

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  • frivolous b. il 06/09/2016 13:18
    Una poesia in cui ti perdi... ma anche in cui è meraviglioso il perdersi!
  • Vincenzo Capitanucci il 06/09/2016 07:02
    sposto la tendina per ascoltare i suoni della notte.
    piove, adesso
    e grossi tuoni come camionisti
    suonano la carica nel silenzio di tutte le altre cose.
    vedo i palazzi dell'Angoscia,
    le case del quartiere,
    tutte uguali, sorprendentemente
    atte alla vita;

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