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La mia sopravvivenza

Solo macerie, rovine, odore di morte
dopo il terremoto.
Sentivo le prime scossette, avvisaglie,
ma non me ne davo.
Ho visto questa mia camera spoglia,
un tempo tanto ricca e elegante,
diventare ogni giorno sempre più disadorna:
i muri scrostati
la carta da parati che si stacca dalle pareti
le macchie di muffa e di umidità.

Ho riempito la mia confusa testa
di cose frivole
di scatole vuote ma colorate
e poi è arrivato settembre e poi ottobre,
insomma il tempo passa
e l'estate finisce
e il mio dentro
sembra un parco divertimenti abbandonato:
all'incuria,
alla sua propria tristezza,
a se stesso.

Sepolto sotto macigni di me
che mi sono crollati addosso
non ho più tempo per niente,
sono troppo occupato a fare i conti
con la mia sopravvivenza.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 13/09/2016 07:11
    piccoli terremoti interni di cui nessuno ne parla... eppure il numero delle vittime. è in-gente..
  • vincent corbo il 13/09/2016 06:14
    Credo sia il cambiamento che ci disorienta... i terremoti interiori lasciano macerie ma portano anche nuove cose e nuove idee... quindi vietato intristirsi!

1 commenti:

  • Gianni Spadavecchia il 15/09/2016 14:41
    Spesso si combatte davvero per se stessi e la propria vita.
    Poesia scritta davvero molto bene!

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