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Cosmopolita Requiem

Vitrei occhi, fari spenti,
brulicano come formiche
zombies,
sbucati dal ventre della città

ricorrenti incubi
ci risucchiano
nella porta della notte:
come una gigantesca bocca
fatta a brandelli,
che sputa sentenze di morte

requiem cosmopolita
si strascina,
nei rintocchi di campane riesumate,
per chiamare a raccolta
i peggiori istinti antropomorfi

congenito dogma
comunemente accettato
l'inumanità della gente,
il pericolo incombe:
con paure in metastasi
a intaccare funzioni vitali

ci strusciano addosso
cadaveri ambulanti,
contagiandoci in ogni sorta
di cannibalismo,
dove vige la legge
del più meschino,
dove la pace e
l'amore per il prossimo
ormai, non sono altro
che scorie radioattive
rifiutate da tutti i siti di smaltimento.

 

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1 commenti:

  • Ugo Mastrogiovanni il 23/09/2016 08:44
    Versi che sorprendono e affascinano per intensità e ritmo.

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