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Casa

La notte è chiara il cielo è stellato
l'uomo, avvolto nel sonno nella sua intima dimora
viene travolto da un forte impeto, un improvviso boato
è il terremoto! come un ladro incosciente
ruba case, cose e seppellisce tanta gente.

È forte come il vento di Maestrale
che ingoia quanto c'è sul litorale
tutto il paese è stato raso al suolo
polvere, detriti, lamenti e la campana senza suono.

Tante giovani vite divelte in un baleno
hanno terminato il loro esilio terreno.

"Mio DIO! mio DIO! perché mi hai abbandonato?"
è stato l'ultimo sospiro di Cristo con fievole voce,
l'uomo oggi lo rinnova con la testa china sotto la sua croce
non si spezza però il legame che lo unisce
la speranza è più forte del dolore che svilisce.

Lo si coglie con lo sguardo lungo della fede
che penetra il cielo, poi incontra l'uomo che ivi risiede
incoraggia la sofferenza, allieva lo sconforto
Cristo, nella storia è l'unico che è Risorto.

Per le perdite, le ferite, lo stesso scoraggiamento
la gente prega, a DIO si fa affidamento
tante lacrime, tante hanno bagnato la terra impolverata
dalle macerie ecco! una bimba è stata salvata.

Le rimaste persone hanno la corona in mano
pregano per non morire di avvilimento
la brace della fede ancora arde nel loro petto
la Speranza nei cuori non se ne va via
una pietra sarà la testata d'angolo
per ricostruire e dimorare nella loro terra natia.

Un giorno, si udranno nuovi squilli di campane
si ascolteranno vagiti che allieteranno le contrade
DIO vi dona le sue braccia spalancate
e dal suo AMORE le vostre anime siano consolate.

 

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