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Accettazione

accetta
cose irrazionali
come un tramonto in Mato Grosso.

la vecchia puzza dell'angoscia
uccide gli uomini difficili,
si spogliano per andare, per vivere
e si ritrovano stecchiti.

accetta
cose profonde,
cose coperte dalla malinconia,
cose create dal dolore
e dal dolore respinte.

un pomeriggio in Villa Mazzini
quando avevi 7 anni,
i palloncini con la faccia di serpente
volavano attaccati al filo,
hai sentito il graffio
dell'inadeguatezza
squarciare la tua sensibilità,
tutte le cose incomprensibili e vicine,
vicine da metterti i brividi,
la bocca semi-aperta del giostraio
che mostra una concessionaria di denti;
puoi sentirne l'alito cattivo,
vedere l'ugola colmata dalla saliva
sbattere qua e là nel fondo della gola,
ti credi perso nel mondo,
ma lo accetterai
come il cavallo di legno
ricevuto 7 giorni prima
per il tuo compleanno.

accetta
cose incomprensibili,
cose squallide, se necessario,
non è tanto la ragione
a dipanare i fili
quanto piuttosto la curiosità
verso ciò
che non possiamo capire.

accetta
cose divine e cose demoniache,
accettane la natura intrinseca,
il vizio e la beatitudine,
la necessarietà.

il segreto della saggezza,
se non l'avessi ancora capito,
sta in una stoica e universale
accettazione.

 

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1 recensioni:

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  • silvia leuzzi il 24/09/2016 17:46
    La chiusa è di una verità impressionante, oh caro poeta! Molto, molto bella davvero Ferdinando, hai una poesia che prende l'anima e la strapazza e la deterge con linfa nuova che irrora lo sguardo e lo rende più profondo. Grazie è davvero una chicca che vado a rileggere bacio

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