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Mentre sorge il sole

tento lo scacco
alla Verità
davanti ad un computer
ma miseramente
fallisco.

intanto un leggero venticello
fresco di mattina
viene fuori
e io non sono che
l'aborto di un poeta.

le mie mani zigzagano sulla tastiera
mentre il mio cervello
stanco di tutto
(non dormo da ieri pomeriggio alle 5)
partorisce cose banali

tipo:
il vacuo fantasma del tuo amore passato
è colmo di ragioni insufficienti
oppure
un uomo che guarda il sorgere del sole
è sempre un uomo vulnerabile.

poi
con fare deciso, quasi irrazionale
mi alzo dalla sedia
e metto allo stereo
un cd di Fabrizio De André.

la prima canzone parla di un gorilla
che si toglie la verginità ai danni di un giudice.

(il senso del mondo starebbe nel contrappasso? )

ora ragiono chirurgicamente
su cose come ingiustizia e libertà.

l'Africa mi toglie le forze,
s'insinua nelle cavità della mia mente
e accresce enormemente quel senso d'invalidità
che mi possiede.

un numero da palcoscenico è quello che ci vorrebbe,
un abile barzellettiere che trovi in così tanta miseria
una ragione per scherzare.

tento ancora
ma fallisco.

il quadro di Donald Duck
mi osserva ghignando.

 

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1 recensioni:

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  • vincent corbo il 04/10/2016 13:19
    Estrapolo una perla da questa collana: Un uomo che guarda il sorgere del sole è sempre un uomo vulnerabile.

1 commenti:


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