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AA (alcolisti anoimi)

Bere Bene Bere
Non saprete il mio nome.
Non vi serve, miei cari,
nemmeno il cognome.

Speso cento vite ho già
tintinnanti sul bancone.
Ora il destino mio sarà
pisciare su un muro,
o dentro a un'androne.

S'affaccia rubizzo e paonazzo
sul balcone dell'ultimo bottone
compare la punta del mio cazzo.

Mi rinquora sapere
che anche nelle sere da beoni
riesco ancora
a non pisciarmi nei pantaloni.

Appoggiato a un muro di sanpietrini
vedo le stelle in fondo al corridoio.
Non so se mi vien da vomitare,
non so... forse mi annoio.

La gente mi passa.
Io la lascio passare.
Non ho più desideri
ne d'essere amato
ne d'amare.

Ho sonno,
sonno da dormire.
Non so di cosa avrei bisogno,
forse di un'altro bicchiere,
forse di un sogno.

 

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5 commenti:

  • STEFANO ROSSI il 09/01/2012 21:00
    La ballata dell'ubriacone mi piace.
  • simona mugnaini il 24/10/2008 17:20
    La tristezza porta a creare componimenti del genere. Le parole vengono da sole... bella poesia. si sente che stai male si percepisce dall'impronta che lasciano le tue parole...
  • Massimo Genovese il 07/03/2008 12:33
    bella ma triste, hai reso l'idea! complimenti.
  • Ivan Bui il 14/11/2007 23:25
    Bravo anche come poeta. La gente mi passa e io... Triste ma bellissima.
  • Diana Moretti il 28/10/2007 18:10
    l'intenzione è buona ma risulta a mio parere un po' sconclusionata.

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