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Distrutti

Mi hai accusato di non aver mai amato
di essere passato da un letto all'altro
attraverso un corpo e un altro
e di esserci uscito inaridito più di un deserto.

Può essere.
Può essere che io abbia vissuto fino adesso solo in un sogno
barcollando fra un delirio e un altro
elemosinando e giocando a un gioco sadico
che mi ha distrutto.

Non faccio altro che chiedervi:
che cosa ne avete fatto delle parti di me che vi ho donato?
Vi ho donato tutto-tutto
e senza pietà
e del resto, sì lo so, voi non mi avevate chiesto nulla...

E che ne ho fatto dei vostri cocci rotti?
Non lo so, ma aggiustatevi da soli.

Mi hai detto che da soli non ce la si fa,
ma io non credo a questa fottuta teoria
per cui la pecora nera alla fine è più comodo
annetterla al gregge.
Certo pagherò lo scotto
come ho sempre fatto
soffrendo in silenzio
ingoiando lacrime
e fabbricandomi sorrisi ex novo
per non cedere all'illusione di non sentirmi solo in mezzo agli altri
e per concedermi l'estremo lusso di stare bene con me.

Può essere che io abbia vissuto in un incubo fino adesso
barcollando sul mio cuore sfranto
chiedevo a chi non mi sapeva dare
e questo ci ha distrutti.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • vincent corbo il 02/08/2017 13:53
    Una musica malinconica in un giorno di mezza estate... riflettendo sulla solitudine del cuore.
  • silvia leuzzi il 31/07/2017 18:54
    Sai essere lacerante come un blues d'altri tempi, quello cantato dalle donne. Un blues dove le parole raccolgono i cocci di emozioni, di gioie e di dolori. Ciao dolcezza mia

1 commenti:

  • Gianni Spadavecchia il 14/08/2017 14:21
    Una poesia che sa prendere come poche, i versi hanno un'intensità fortissima. Ti toglie il fiato, mi piace ciò che hai scritto.

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