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Parto nel pianto

In un mare in tempesta
laggiù nell'oceano
dove non esiste orizzonte
una donna incinta
non sa che fare
le si aprono le acque
e il pianto di lei
si aggiunge a quello del cielo

La finestra è impossibile da chiudere adesso
ed io ho le vertigini di smarrimento
questa pioggia fittissima non consola
e l'anziano uomo da dei consigli
almeno ci prova
saggio ma di poche parole
io ingenuo e distratto
non colgo e piango

Non c'è una stella
e neanche una nuvola
solo nebbia e foschìa che gocciola
una paura tremenda
sento urla dalla cuccetta
la barca dondola
ed io guardo dalla finestra
la barca in legno dondola
ed io guardo l'acqua che cade nell'acqua
e sono smarrito
nell'oceano senza orizzonte

 

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3 commenti:

  • Gabriella Salvatore il 31/10/2007 22:14
    a me è piaciuta, mi è venuto il mal di mare, sembra di essere veramente in una situazione d'emrgenza e poi mi piace il titolo, bravo
  • Carlo Caredda il 30/10/2007 16:08
    Ciao Michelangelo, volevo dirti che questi versi nascono da un risveglio coperto d'ansia dopo un sogno pieno di simboli.. Ti ringrazio del commento e non importa di come è scritta bensì se trasmette qualcosa. a rileggerci
  • Michelangelo Cervellera il 30/10/2007 15:05
    Ciao Carlo, penso di capire l'angoscia e la paura che trasmetti in questa poesia.
    Però mi sembra che la forma sia un po' confusionaria(ovviamente secondo solo il mio nodesto parere). a rileggerci.
    p. s. non dar beso a chi da voti bassi senza commentare, non contano nulla.

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