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Guardavo una Renault con le guance rosse di vergogna

Qualche anno fa vivevo in una stanza
in un vecchio caseggiato
stanco e ammuffito.
Era un palazzone cubico
con quattro finestre per lato.
La mia camera era la meno cara,
perchè si affacciava su un cantiere
rumoroso e sempre pieno di operai.
Spesso uno di questi operai
si appoggiava alla mia finestra
per fumare o per farsi un goccetto,
e sembrava non accorgersi di me,
che me ne stavo alla scrivania a scrivere.
Finiti i lavori gli operai
tolsero le impalcature
e se ne andarono,
lasciando un parcheggio nuovo nuovo
davanti alla mia camera.
-Meglio di un cimitero- pensai
-o di una discarica o di un tribunale
o di una fabbrica di saponette-
Ma in realtà quel parcheggio
mi dava fastidio perchè
non sopportavo tutte quelle auto
che mi spiavano
l’una accanto all’altra
con gli occhi spenti.
Era un’intrusione,
le vedevo lì a sbirciare
mentre la mia vita andava avanti
con la solita routine.
Arrivai a odiarle e a pensare
che tanto prima o poi anche loro
sarebbero morte
schiacciate in una pressa.
Sarebbero diventate cubi
di colori diversi
brillanti al sole del pomeriggio
giù nel parco dello sfasciacarrozze
sulla Spruce.

Poi rimase solo una Renault.

Un’auto giovane,
con gli occhi belli,
mi guardava come si guarda un innamorato.
C’era solo lei,
per giorni,
facevo finta di non ricambiarne le occhiate
ma di nascosto la guardavo anch’io

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0 recensioni:

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13 commenti:

  • Ariberto Terragni il 28/11/2007 10:47
    Un racconto in forma di poesia, ma con tutto il ritmo e la misura necessari a dare fluidità, veramente ben scritta, mi piace molto.
  • sara rota il 28/11/2007 07:58
    Se dovessi immaginare una macchina penserei alla bellissima 500, ma non quella odierna... quella di un po' di anni fa. Se ci penso mi fa tenerezza, piccolina, rotondina, come un piccolo ippopotamo... carina.
  • Riccardo Brumana il 27/11/2007 21:36
    le Renault! anche io mi innamorei di una Renault5 "il mitico GT" era rosso e bianco con un impianto stereo da paura, e quando apriva il turbo l'asfalto prendeva fuoco...
    ma dicevo, la poesia è particolarissima, come la mente che la partorita! comlimenti conte Duccio leggerti è sempre un piacere!!!
  • Antonello Gualano il 23/11/2007 13:15
    riuscire a cogliere anche piccole sfumature nelle cose apparentemente più insignificanti è segno di grande spessore, di enorme profondità. E l'autore, che possiede tali caratteristiche, ha le carte in regola per divenire, quanto prima, un autore importante.
  • A. il 22/11/2007 22:37
    originalissima e per il mio modesto parere molto ben scritta.. bravo Duccio... a rileggerci...

    A. M.
  • marco moresco il 20/11/2007 14:54
    molto molto bella, non te la prendere, comunque, il mondo è pieno di reanult, vedrai che troverai quella giusta, ciao marco
  • Umberto Briacco il 15/11/2007 21:26
    Originale. però secondo me è prosa e non mi piace il layout
  • Gabriella Salvatore il 04/11/2007 14:44
    mi è piaciuto molto questo poetico racconto e l'amore per una Renault, originale e bizzardo, molto bravo
  • Ivan Bui il 03/11/2007 02:09
    Riesci sempre a sorprendermi e a farmi venire le guance rosse di... Bravissimo, é sempre un piacere leggerti.
  • Anonimo il 02/11/2007 14:56
    Grande questo racconto in poesia, sembra l'inizio della storia di un uomo capace di cogliere stolte banalità e farne storia interessante per il lettore.
    Bravo Duccio.
    Angelica

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