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Passiti

Omissione di soccorso.
Di questo sei imputata.

Affermavi dietro le tue vitree trasparenze di voler diventare una bottiglia di vino pregiato.
Per questo proibivi ogni mio brindisi.
Per il timore di smarrire il tuo tappo mi negavi ogni estasi.

Una bottiglia che rifiutava di spumeggiare anche dopo esser stata sbattuta per secoli.

Frizzantina dentro,
le tue elevate gradazioni non erano altro che ricche promesse di smarrirsi in un ebbro letto di foglie di vite.


Invece mi hai lasciato qui ad essiccare,
un acino d’uva raccolto acerbo ed abbandonato nudo sotto il sole rovente.
La tua intenzione era solo quella di spremermi.
Ma lo sapevo, l’avrei assecondata.
Non mi serviva finire sotto il torchio, mi sarei pigiato da solo per te.
Ti avrei ceduto ogni mio succo.

Ho cercato di raggiungere nuove concentrazioni zuccherine per amor tuo. Ho tramato per fermentare più in fretta ed avvicinarmi a te.
Pur di lasciarmi imbottigliare mi sarei concesso all’adulterazione.

Invece a te non bastava.
Tu volevi la nobiltà e lo sfarzo.
E mi chiedevi di lasciarmi appassire, per distillarmi un giorno come un vino del sud, dolce, intenso, liquoroso.
Così mi sono messo a maturare sotto il solleone sul tuo terrazzo un mezzogiorno d’agosto, senza neppure una crema solare, e mi sono addormentato.
La mia pelle ustionata ora ti ripugna,
ma potevi almeno provare a svegliarmi prima delle sei puttana!!!

 

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2 commenti:

  • celeste il 21/12/2007 20:23
    Il reato è grave, la pena inestimabile

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