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05/01/2007.. notte fonda...

Topo bianco,
piccolo, raccolto,
come un feto,
ma adulto..
addormentato.

Universo chiuso,
in difensiva.

Sferico, perlaceo,
mollemente adagiato
tra le valve d'un'ostrica.

Che sorpresa quando
l'avido pescatore aprirà,
strappandoti ai tuoi sonni.
Sprezzante e deluso
ti getterà esanime..

Che spreco l'incomprensione
di una minuscola, mediocre
ma unica semplicità.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Fernando il 19/05/2012 15:04
    Porto con me la semplicità di ogni parte del giorno, e quando la notte viene a prendersi la luce e la racchiude nelle sue mani come valve di un ostrica scura, allora penso a quel tuo topo bianco disteso che verrà buttato esanime dal pescatore e dono lo stesso senso a quella notte fonda che tranquilla giace finché la prima luce del giorno non la sveglia per esiliarla. l'equilibrio è in tutte le faccende, in ogni momento, così la semplicità ha bisogno delle perversioni per distinguersi,,
    davvero una bella poesia

2 commenti:

  • Marco Vincenti il 13/11/2007 00:19
    Ho immaginato una notte di solitudine nella speranza di ritrovare un amore. forse mi sbaglio ma mi piace interpretarla cosi. Molto bella!
  • mauro crisante il 08/11/2007 05:39
    come la precedente da me letta, mi piace e specialmente il tuo modo di esprimerti. grazie

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