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Speciale

Ho dipinto nelle tele più nascoste
Un'immagine fantastica, stupenda
Mi ero fermato lì a contemplarla
Senza aver il coraggio di sfiorarla
Neanche con la punta delle mie dita.

L'avevo vista crescere, dentro di me.
Avevo notato come, pian piano, essa
Diventasse più bella, più attraente
Ai miei occhi profani che la guardavano
A distanza, senza volerla avvicinare

Ma ho trovato il coraggio, alla fine.
Ho fatto ciò che andava fatto, l'ho presa
Tra le mie mani, avvicinandola a me
Senza però volerla sfiorare dapprima
Per non violarne la salda perfezione.

Ma poi, quando, pian piano, l'ho messa
Alla giusta distanza, davanti agli occhi
Quegli occhi prima impauriti dalla bellezza
L'ho vista incrinarsi, abbandonare la luce
Abbandonare, lentamente, la perfezione.

Ed ora non la voglio! Voglio cancellarla!
Ma, purtroppo, è così difficile per me.
Così tanto tempo a guardarla e, ora,
Ho la malinconia a non starle vicino
Anche solo per un giorno o peggio due.

Voglio distruggerla, voglio farla dissolvere
Ma non ci riesco, e distruggo ancora me.
Se non posso distruggerla ancora, la allontano.
Si, farò così, sarà la giusta soluzione per me.
Ma... Domani... Sarò di nuovo lì. A guardare.

 

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3 commenti:

  • Ugo Mastrogiovanni il 25/11/2007 12:15
    Il dramma di chi realizza “a sua immagine somiglianza” un prototipo di realtà e bellezza che col tempo si scopre diverso; il dubbio dell’accettazione e del il prosieguo insieme. Un intreccio di versi ben congegnati e di grande resa.
  • Maurizio Gagliotti il 24/11/2007 21:30
    La quotidiana dicotomia dell'umo moderno diviso tra desiderio di essere schiavo e voglia di libbertà. L'incanto verso l'attimo che non può essere fermato perchè e proprio inquanto attimo che incanta. Bella
  • Gabriella Salvatore il 17/11/2007 14:58
    non so perchè ma leggendola mi è venuto in mente "il ritatto di Dorian Gray"
    L'immagine di lei idealizzata, che perde freschezza e purezza, non corrisponde più al sogno creato, ma che è parte tuo malgrado di te.
    Bella e insolita, bravo

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