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IL MIO MURO

Ieri ho aperto le braccia,
in questa stanza ormai vuota,
celando la mia triste faccia,
pensando a una change remota.
Quando ho disteso i miei arti
a nord, ad est e nell’opposta direzione,
speravo quel dì di abbracciarti,
senza pensare ad una delusione.
Ma tu eri già andato lontano,
senza mete e senza ritorni
lasciando ogni metro, nel piano,
ritagli di notti e di giorni.
Rivolto al tuo candido lido,
speravi di giungervi puro :
indietro lasciavi il mio grido
per vivere solo il futuro.
Ma presto mi avresti incontrata,
senza dolore e vestita di noia,
come un’ombra colpita e sfasciata
da antichi rimorsi di gioia.
Non vendere altro veleno
a stupidi amori che sprecano il male,
sul volto, nel cuore, sul corpo e nel seno
rivive una storia di vecchia morale.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • luca il 22/01/2013 20:07
    rime interessanti per una poesia sconvolgente brava

3 commenti:

  • marco terrabruciata il 22/11/2007 22:15
    ritmata e un po' triste.. mi piace grazie a rileggerci
  • patrizia sgura il 17/11/2007 14:33
    ma che bella ritmica... bellissime le rime... davvero brava... questo è il genere di scrittura che piace molto a me... brava e brava.

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