accedi   |   crea nuovo account

Pagano

Naufrago su quest’ isola
Alla deriva dell’ultimo mondo
Concedo me stesso a tre sogni

Di memoria uno è andato
In solitudine un altro e tornato
Di vita vera, dionisiaca, l’ultimo vibra d’intenso fuoco

Pagano è l’ultima fiamma
Riarsa al presente per dominare la debolezza:
Che non sia mai umile te ne prego
Che fuggano via le parole di circostanza
Che tutto splenda e risorga sulle rovine del dio fantoccio

E niente più grazia o peccato, né genuflessioni a inutili altari.

(Solstizio d'estate, 1999)

 

1
8 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

8 commenti:

  • Federica il 17/03/2013 15:01
    Ho visto Zarathustra tramontare... Grazie, mi hai regalato una bella immagine.
  • Federico Magi il 25/02/2008 17:35
    Evola è sempre presente, come immaginearai, Luigi

    Pagano, come ripeto, è più una suggestione che una fede (sono a-religioso). Le allegorie piacciono anche a me, Vincenzo.
  • Vincenzo Capitanucci il 25/02/2008 12:59
    999...è un bel ribaltamento... vedi che anche tu... e sa tanto di fine dei tempi...
    A presto
    Vincenzo
  • Vincenzo Capitanucci il 25/02/2008 12:56
    Dionisiaco... tantrico...è di fuoco questo naufagio... nell'isola apollinea... vedi che sei sempre in mezzo..
    Fra Dionisio e Apollo... ancora te... Federico Magi..

    Son d'accordo di bruciare questo Dio fantoccio che ci propinano... ma ti deluderò... adoro le allegorie... di grazia e peccato.. di genuflessioni... e di altari... basta riaccenderle di antico e nuovo fuoco

    Complimenti solstizio d'estate
    Vincenzo
  • Luigi Lucantoni il 12/01/2008 02:28
    comunque mi piacciono molto queste utlime tue poesie
  • Luigi Lucantoni il 12/01/2008 02:28
    difficile distinguere in ciò che dici qui sotto ciò che è evoliano e ciò che non lo è.
  • Federico Magi il 18/11/2007 18:48
    Bella interpretazione, Laura. Non lontana dal mio intimo intendimento. Non è una poesia di religione o di fede - o meglio che se la prende con chi crede -, vorrei precisare. Il dio fantoccio è più che altro la proiezione che hanno i culti monoteisti (giudaismo, islamismo, cristianesimo) sul mondo attuale. Le religioni occidentali si sono secolarizzate, si sono mercificate, hanno perso qualsiasi aurea trascendente. Per questo Pagano, come forza dionisiaca in opposizione al vuoto spirituale. Del resto nelle tradizioni e nelle metafisiche estremo orientali, ad esempio, il sacro e il sesso sono legati iscindibilmente, al contrario di ciò che avviene nei prescrittivi culti dell'occidente. In più questi brevi versi sottendono una critica al buonismo di facciata del "democratico" occidente: parole come solidarietà, l'abuso del termine democrazia, tolleranza etc. mi fanno a un tempo vomitare e a un altro rabbrividire. Tanto sono vuote e insessenziali.
  • laura cuppone il 17/11/2007 18:09
    mi limiterò a commentarla così come la leggo, perchè le mie idee in merito sono totalmente opposte, ma questo non importa, no?

    il tuo desiderio di fuoco si realizza solo nella carnalità..
    consumare senza paure e rimpianti l'ultima aspettativa di vita..
    senza spiegazione alcuna..
    naufragando... nell'ultimo mondo...

    ciao L

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0