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COWBOY

Un cowboy finita la guerra, si ritrovò a girovagare per i deserti del nulla dove non c’era duna o sole o spazio che potesse rincuorarlo. Aveva ucciso tutti. Aveva vinto, ma non si sentiva vincitore, non aveva in sé quell’orgoglio tale da renderlo pieno di sé.
Aveva vinto eppure era rimasto solo, solo.
Tradito dagli amici dovette ammazzarli uno ad uno, inferendo dolore, paura e morte.
Il coraggioso cowboy, pero’, rimase stupito dalla sua forza, e dal suo coraggio anche. Girovagò tanto da solo tra i cadaveri dissanguati nel deserto del nulla e solo una nuvola gli faceva compagnia. Una nuvola strana, pesante come un sasso e invischiata nel cielo di un blu intenso, scuro e stellato in un’ aria tersa, respirabile e con un odore simile a quando la pioggia smette di picchiare sulla terra.
Vuoto, solitario e stupito comincia a cavalcare. Escluso. Avrebbe voluto tornare indietro e cancellare ogni passo fatto e piangere e soffrire piuttosto che vincere. Avrebbe voluto tenere l’allegria nel cuore e la malinconia, avrebbe voluto la tristezza e il compiacimento ma senza uccidere. La vita non gli permise di realizzare tutto questo. La vita e Chi aveva deciso di fargli luce sulla Terra gli permise di brillare di coraggio, di forza, di intelligenza e di astuzia. Un mago, un essere al di sopra, una rarità non un uomo normale. Dentro di sé premeva un desiderio di rivalsa, di vendetta ancora e poteva uccidere se qualcuno gli avesse fatto del male. Tutti, tutti o nessuno.
Non conosceva amore e grazia ma la sognava, lo ritraeva nell’anima e sul suo volto contrito, a volte, si intravedeva un leggero sorriso e una grossa lacrima che cadeva giù dagli occhi fino al collo. Amava sentire sul viso le lacrime, amava assaggiarle e sentire quanto erano dense di amore.
Passo’ tre o quattro giorni seduto e digiuno nel deserto del nulla, e vedeva entrare e commerciare lungo il porto uomini che tanto si arrancavano a lavorare, a fare presto…loro non sapevano lui ki fosse e questo avrebbe potuto permettergli di rivivere, di rinascere e non uccidere. Gli uomini sono uomini e come tali aperti e generosi con il prossimo. Si, buoni. Il cowboy non ne voleva approfittare ma era un modo per riscattarsi della sua vita tenebrosa e immeritata che aveva vissuto fino a quel tempo. Con il suo cavallo si imbarco’ su una nave e prese un viaggio dagli Stati Uniti per l’Italia.

 

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3 commenti:

  • tania tania il 18/11/2007 05:01
    gressività... un ultimo commento... non mi sembra proprio poesia... come piccolo racconto poteva andar meglio.. nulla di personale! Tania
  • tania tania il 18/11/2007 04:59
    Ciao Amira... mi permetto... pure essendo una "quasi" antiamericana... non posso scordare che anche da qui son partite navi per gli U. S. A... e in mezzo ai poveracci c'erano anche quelli che non partivano certo per redimersi... e questo assassino americano PURTROPPO ha davvero ammazzato tanta gente! Ma non certo in America!!... in tutto il mondo... Magari ho interpretato malissimo io! Se è così ti prego di scusare la mia ag
  • Michelangelo Cervellera il 17/11/2007 22:15
    Ciao Amira, scusami ma non riesco a capire bene cosa vuoi dire con questa storia. Forse che l'Italia è la meta dei disperati?. Ciao, Michelangelo

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