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Mai li miei occhi a mirar tanta bellezza indugiarono

Mai li miei occhi a mirar tanta bellezza indugiarono,
con la qual neppur lo misterioso mare, l’rosso tramonto, la candida luna
e ogn’altra meraviglia di nostra natura potean competere,
secur de la sconfitta che avean innanzi.

Solo allor intesi ove la grazia avéa sicur rifugio trovato;
nel medesmo loco eleganza regnava con le altre vertù
che mai in altra donna fur tali, da darle divine sembianze
come elle avéa e che, senza ostentazion, lieta’ndossava.

Quando sul suo gentil viso le si disegna un radioso sorriso,
ancor più magnifica a li mie occhi pare e tal rimane
pur quando, infuriata, si scaglia contro chi la importuna
sì che mai il fascino l’abbandona.

A voi che leggete i versi di un’opra giovanil,
attendono l’mio ingegno e quegli eventi lieti ed amari
che iniziaron quando, per Destino o Sorte avversa, incontrai
colei che l’cor mi prese e che ancor possiede.

 

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2 commenti:

  • Antonio Ereditario il 19/04/2009 22:02
    Non sono piu solite poesie con questo italiano che sa d'antico e artificioso, ma nel complsso è molto bella.

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